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                                     La Rivoluzione Tunisina

La rivoluzione Tunisina è detta <<La primavera Araba>> o <<Rivoluzione dei Gelsomini>>. Era basata sulla libertà e dignità. Essa aveva richiesto tutti i diritti dei cittadini tunisini da parte dello Stato.
Tutto è iniziato il 05/01/2008.  Questa è stata la prima scintilla per arrivare alla rivoluzione. In quel giorno sono usciti i cittadini di un paese al sud della Tunisia per protestare. Il motivo che accese gli animi dei cittadini tunisini fu una lista di graduatoria per un lavoro pubblico.
In esso erano usciti pochi cittadini dal loro paese che vivono in povertà rispetto ad altri di regioni vicine, che soffrono anche della mancanza di infrastrutture  come strade, scuole, ospedali ecc….


Con  il potere delle polizia il governo ha fermato queste manifestazioni con il sangue di giovani cittadini che volevano solo un lavoro,alcuni padri di famiglia, altri studenti con tante speranze per il futuro.

In Tunisia non si può parlare di politica né far giudizi su di essa perché ti mettono direttamente in prigione senza processo, senza alcun diritto .
La prima persona che ha detto di “NO” al Governo è stato un laureato senza lavoro che girava con una bancarella di verdure per fare mangiare la sua famiglia. La polizia  ha sequestrato la sua bancarella perché era senza permesso. Una poliziotta gli ha dato un schiaffo  e gli ha detto ‘’Dègage’’ via di qui.
Se ne andato in prefettura per chiedere il permesso di lavoro e chiedere la  restituzione della sua bancarella (il permesso non lo prendono  solo quelli del governo o del partito) quindi nessuno gli ha dato ascolto in più lo hanno picchiato e lo hanno buttato fuori perché povero.
Il ragazzo sentitosi trattato come una persona senza diritti né dignità è tornato il giorno dopo davanti  alla prefettura e si è dato a fuoco. Da lì sono partite le manifestazioni senza sosta con l’ordine da parte del Governo di fermare la gente e il Presidente della Repubblica ha dato l’ordine di salvare questo ragazzo e ha invitato la sua famiglia nel suo castello e gli ha dato dei soldi .
Il 04/01/2011 il bancherellista è morto e da li sono partite le manifestazioni su tutte le Regioni con solo un’ unica parola per il governo “Dègage”: fuori dal nostro paese

Purtroppo la polizia ha cominciato a fermare questa manifestazione civile a tutti i costi. Hanno sparato sui cittadini e hanno utilizzato ‘le bombe a gas’ per separare i manifestanti, dall’altra parte i cittadini hanno cercato di attacare il massimo possibile questure e locali appartenenti al partito del Governo e hanno cominciato a dare fuoco, i giovani hanno usato solo i sassi e malotov contro le armi della polizia. E, nel secondo piano dei ragazzi filmavano tutto quello che succedeva nello scontro e le pubblicavano su facebook e twitter in modo da far conoscere tutto alle altre Regioni e in tutto il mondo. Dopo pochi giorni questa manifestazione si è allagata su tutta la Tunisia.
Siamo stati uniti ed eravamo con un’ unica voce: eravamo pronti a morire per questa parola che ha accesso i cuori di tutti noi nel nostro paese .
Siamo arrivati alla sera del 13/01/2011 con tutta la paura e la confusione del ‘’copri fuoco ’’. Hanno annunciato lo sciopero generale per il 14/01/2011 su tutto il paese per cui i cittadini hanno organizzato una  grande manifestazione davanti il ministero dell’interno.
Ma uscito la stessa sera alle 22:00 il presedente Ben Ali ha voluto rivolgere una parola al popolo per spiegare tutto quello che era successo e ha chiesto scusa a noi dando la garanzia di sistemare tutti i problemi dei cittadini. Il Capo dello Stato ha promesso di mettere tutti quelli che hanno ucciso i giovani e anche tutti quelli che hanno fatto del male al nostro paese di metterli immediatamente in galera e infine di aprire il sito di youtube e tutti gli altri siti chiusi... , E infine ha chiesto al popolo di non manifestare il giorno dopo.
Appena finito di parlare il governo ha fatto uscire tanta gente pagate nella strada con le foto del presidente e le bandiere del partito fingendo che sono contenti che il Presidente sia rimasto in carica, e ha usato tutti i programmi TV locale per far capire ai cittadini che l’unica soluzione è di tenere il Presidente e cambiare tutti i ministri.
Pero il giorno dopo tutti i cittadini onesti che hanno creduto alla libertà sono usciti lo stesso e hanno manifestato davanti al ministro del interno come programmato.
Sono usciti tutti i giovani e adulti donne e maschi urlando tutti insiemi come un sol uomo: ‘’Dègage’’ con l’inno nazionale.
Però le polizie sono rimasti ferme ma a fine della manifestazione hanno cominciato a gettare le bombe a gas e hanno cominciato a sparare sulla gente. Il governo, vedendo la preoccupante situazione ha fatto un appello a tutte le questure della Capitale e da li è aumentato lo scontro. Il popolo ha cominciato a dare fuoco anche alle questure, e cosi fino alle 16:00 tutte le questure del paese erano a fuoco e non c’è piu nessun locale di polizia a Tunisi .Abbiamo deciso di recarci al castello del Presidente ma abbiamo  sentito che il Presidente e la sua famiglia sono scappati fuori dal nostro paese.
Quella sera siamo usciti contenti per la vittoria del nostro combattimento e quindi eravamo molto felici perché abbiamo pensato che la Rivoluzione ha battuto la dittatura e che il regime democratico (il governo per il popolo) ha vinto.
Tuttavia da quella sera il  paese è diventato come una foresta: chi è più forte e sopravvive comanda. Sono usciti tanti criminali per rubare nelle case delle persone e anche i mercati e le industrie e da li abbiamo deciso, con la mancanza della sicurezza di difendere il nostro quartiere e la nostra famiglia da soli, allora il popolo che si era unito si è diviso: una parte criminale e l’altra parte che vogliono il bene per la Tunisia e cercano ancora la libertà.
Siamo rimasti su quella condizione per due settimane ed eravamo uniti per il bene della Tunisia.