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Un appello al Governo per un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie ai profughi provenienti dalla Libia

                                                                                                          Ferrara, il 18-01-2012

 

Al        Sindaco del Comune Ferrara

Al        Presidente della Provincia di Ferrara

 

Le Associazioni sottoscritte chiedono al Sindaco di Ferrara ed al Presidente della Provincia di Ferrara di sostenere l'appello di "melting pot" (in allegato) al Governo italiano perché, come previsto dalla legge, riconosca un permesso di soggiorno per motivi umanitari a tutti i profughi fuggiti dalla Libia.

Anche la nostra città sta ospitando decine di profughi e le Amministrazioni e le Associazioni locali si stanno prodigando per garantire loro assistenza e servizi come meritano tutti gli esseri umani. Tutto questo lavoro e tutte le risorse messe a disposizione dalle Istituzioni e da tutti noi può essere vanificato se non si arriva ad una forma di regolarizzazione, unica soluzione che può contrastare il circuito della clandestinità e del lavoro nero.

Chiediamo perciò che i nostri rappresentanti eletti, come hanno fatto altri amministratori, tra i quali il sindaco di Napoli, sostengano questa richiesta: "Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d'ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità."

 

ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO onlus

APPELLO DI MELTING POT

Diritto di scelta - Petizione per il rilascio di un titolo di soggiorno ai richiedenti asilo provenienti dalla Libia

Sono approdati sulle nostre coste durante il conflitto in Libia, per fuggire alle violenze o perché costretti ad imbarcarsi su pericolose carrette dalle milizie di Gheddafi.
Oltre 25.000 richiedenti asilo sono ospitati all'interno del Piano di Accoglienza affidato dal Governo alla Protezione Civile.
Centinaia di enti in tutta Italia, con modalità e standard disomogenei, stanno provvedendo alla loro ospitalità al di fuori del circuito del sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati. Ma ogni sforzo, ogni risorsa messa a disposizione, ogni percorso di inserimento, rischiano di risultare vani senza la garanzia di un futuro, senza la prospettiva di un titolo di soggiorno che permetta loro di scegliere se stare o ripartire, se tornare in Libia o al proprio paese d'origine.
Pur provenendo dalla Libia, sono nati in Somalia, in Eritrea, in Ghana, in Nigeria, nel Mali, nel Ciad, in Sudan, in Costa d'Avorio, in Bangladesh o in Pakistan, per questo rischiano di vedere rigettata la loro domanda d'asilo dalle commissioni territoriali che già stanno procedendo al diniego nella stragrande maggioranza dei casi.
I ricorsi, molto onerosi, non saranno comunque in molti casi sufficienti, così, dopo aver subito la violenza delle torture libiche o la minaccia dei bombardamenti, il destino di migliaia di persone rischia di essere l'irregolarità.

Non possiamo permettere che nelle nostre città, nei quartieri e nelle strade che abitiamo, sia ancora una volta alimentato lo spazio d'ombra della clandestinità, consegnando migliaia di donne e uomini allo sfruttamento o ai circuiti della criminalità.

Per questo, chiediamo l''immediato rilascio di un titolo di soggiorno umanitario attraverso l'istituzione della protezione temporanea (art 20 TU) o le altre forme previste dall'ordinamento giuridico.
Una questione di dignità, di democrazia e di giustizia.