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Cittadini del Mondo

Via Kennedy, 24 - Ferrara
Tel. 0532.764334

Italiano per stranieri

Lunedì         17:00-18:30
Martedì        17:00-18:30
Mercoledì    17:00-18:30
Giovedì        17:00-18:30
Venerdì        17:00-18:30

Attività doposcuola

Martedì    14:30 - 17:00
Giovedì    14:30 - 17:00

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arcoiris

In qualsiasi quartiere d’Europa dove ci sono comunità immigrate ci sono anche i phone center. Ormai fanno parte della vita multietnica europea, sia commerciale che sociale, con tutte le ricchezze e tutte le difficoltà che essa comporta. E come qualsiasi altro aspetto della vita multietnica i phone center sono un fenomeno da gestire nell’ottica della convivenza e non da chiudere del tutto né tanto meno da sconfiggere come un nemico in battaglia. Colpire ciecamente tutto il mondo dei phone center, tutti i gestori e tutti gli utenti, senza distinzione, significa in un certo senso colpire tutta la comunità immigrata.

L’Amministrazione Pubblica di Ferrara, nelle persone degli assessori Atti e Modenesi, con le nuove proposte “igieniche” sui phone center chi e cosa vuole colpire? Le proposte si articolano in vari punti. Sul problema “toilette” per esempio scrivono: “ogni phone center dovrà innanzitutto essere dotato di bagni pubblici per i frequentatori. Uno per gli uomini e uno per le donne, un terzo privato se nell’esercizio esiste personale dipendente. Una delle toilette dovrà essere obbligatoriamente dotata dei servizi necessari per i portatori di handicap”.

Ci siamo guardati in giro ed abbiamo pensato di essere in un altro posto, in un’altra città, forse in un altro mondo.... Quanti sono i bar nel ricco centro storico di Ferrara che hanno tre bagni? Noi non ne abbiamo trovato nessuno, a fatica molti posti pubblici hanno un solo bagno, spesso neppure decente e altrettanto spesso con un cartello di “guasto” sulla porta. Anche la proposta riguardante il decoro pubblico è un piccolo capolavoro: “Nell’arco di 10 metri, all’esterno dei phone center, dovrà essere garantito (dai gestori) il massimo decoro. Ovvero evitare che le persone bivacchino in strada e, soprattutto, che lascino sporche quelle aree a discapito dei vicini e dell’intera cittadinanza”. Quanti sono i giovani che “bivaccano in strada” davanti agli ingressi dei locali, sopratutto di mercoledì sera, e che “lasciano sporche quelle aree a discapito dei vicini e dell’intera cittadinanza”? Centinaia, anzi, migliaia.

Per gli amministratori è semplicemente un modo per accontentare qualche residente italiano e di guadagnare un po’ di consenso sulle colonne della stampa locale. Per noi, anche quelli fra noi che non usano mai i phone center perché abbiamo i nostri telefoni nelle nostre case, è un atto ingiusto che ci offende. Infatti esistono già regole e leggi per controllare il rumore e il “decoro pubblico”, basta applicarle ai phone center, ai bar, a chiunque. Anche a noi piace la città pulita, anche noi abbiamo bisogno di bagni pubblici ed anche noi, soprattutto le donne fra di noi, abbiamo bisogno di sentirci sicuri e sicure ma questa proposta così selettiva, fatta su misura per colpire solo un determinato settore della cittadinanza ci preoccupa molto. Ci ricorda i giorni dell’apartheid. Non c’è nessun tentativo di nascondere il fatto che il loro vero scopo non è di migliorare le condizioni igieniche nei phone center ma di rendere la vita difficile, se non impossibile, per tutta quella fetta di attività commerciale gestita principalmente da stranieri. Sono regole ingiuste e false che aprono la porta solo ad un mucchio di sospetti.....Sarà perché nei bar e nei locali del centro ci vanno principalmente italiani ed invece nei phone center ci vanno principalmente immigrati?

ASSOCIAZIONE CITTADINI DEL MONDO