Egregio Direttore,


Anche se di solito l'approccio addotato da La Nuova Ferrara nel reportage del fenonomo migratorio in generale è sostanzialmente equilibrato, l'articolo di oggi (domenica 6 settembre) sul vostro forum sull'integrazione a Ferrara ci ha lasciato perplessi e sentiamo la necessità di porvi due semplici domande nel merito:

- com'è possible fare un dibattito serio sull'integrazione senza la presenza di un singolo membro degli organi rappresentativi delle communità immigrate in Ferrara e Provincia (cioè la Consulta Provinciale sull'Immigrazione e il Consiglio delle Comunità Straniere), costituiti appositamente delle amministrazioni locali per dare voce agli immigrati stessi e per sentire i loro pareri su questioni che li riguardono in prima persona?

- Come'è possibile parlare della situazione delle donne immigrate qui a Ferrara senza la presenza di neanche una di loro, visto che fra le numerose colf e badanti ci sono tante persone ampiamente capaci di parlare per conto loro, senza bisogno di nessun imtermediaro maschile e italiano?


Il titolo dell'articolo "Integrazione ma con le regole" è condivisibile, anche se, a nostro parere, qualche regola si dovrebbe applicare piuttosto alle clausole selvagge del cosidetto "pacchetto sicurezza" e dell'aumento preoccupante del livello di razzismo istituzionale qui in Italia, ormai totalmente fuori norma (e spesso fuori legge) negli altri paesi democratici.


Distinti saluti,


Associazione Cittadini del Mondo, Ferrara