Si è verificato negli ultimi anni un mutamento culturale, rispetto al razzismo: se dieci anni fa le persone, intervistate, si vergognavano di ammettere di ‘essere razzisti', oggi un numero sempre crescente di cittadini e cittadine si autoproclamano con orgoglio ‘razzisti'.

Non abbiamo dubbi sul fatto che tutto ciò sia da addebitare in buona parte all'avanzare ed al consolidarsi del razzismo istituzionale, pilotato dalla Lega, ma condiviso nei fatti dal PDL, nonostante le dichiarazioni di buon senso di Fini.
Il razzismo istituzionale dà fiato alle altre forme di violenza e discriminazione: basta ascoltare la radio della Lega, Radio Padania, dove dichiarazioni deliranti degli ascoltatori propongono di bombardare le barche di profughi nel canale di Sicilia o le farneticazioni nazisteggianti del prosindaco di Treviso, Gentilini, contro i bambini "zingari".

E' razzismo legalizzato il cosiddetto ‘pacchetto sicurezza' varato dal governo italiano con le ronde, il reato di clandestinità e le sue conseguenze dal blocco dei matrimoni, quando uno dei due sposi non è stato regolarizzato, allo spionaggio nella sanità e nei servizi pubblici, scuola compresa. Così come a livello di molte amministrazioni locali spuntano centinaia di provvedimenti persecutori che impediscono l'apertura di luoghi di culto o di semplici kebaberie, nelle ‘strade del centro' .

E naturalmente gli effetti sono anche a livello delle relazioni quotidiane: dalle bambine rom cacciate in Sicilia dall'altalena per far posto a bambine ‘vere italiane', al ragazzo marocchino adottato legato e minacciato di essere gettato nel Po perché si era intromesso in una rissa fra bulletti: abbiamo citato due casi che non arriveranno mai sui media, ma che fanno parte con innumerevoli altri di un tessuto di quotidiano razzismo nel quale siamo immersi.

"Noi viviamo e sempre di più vivremo male in una società razzista, vale a dire una società grezza, violenta e volgare. Chiusa su se stessa ed egoista. E culturalmente molto povera e triste. Mentre è un inferno per gli immigrati, una società razzista lo diventa anche per noi"

Queste parole di Renate Siebert, sembrano oggi sempre più vere, ed è sempre più urgente contrastare questo imbarbarimento.

CITTADINI DEL MONDO