Chi ha paura dell'Italia multietnica?

Tre mesi fa ci siamo dati appuntamento per protestare contro le norme del "pacchetto sicurezza" emanate dal governo. Abbiamo camminato tutti insieme richiamando la sensibilità della società civile e delle Istituzioni perché quelle norme in realtà non garantivano sicurezza a nessuno, anzi "alimentavano un clima razzista e xenofobo, creando ostilità verso tutti gli stranieri, regolari e irregolari e rendendo la vita più difficile a tutti".

La nostra protesta sembrava quasi una profezia, abbiamo letto chiaramente fra le righe che quelle norme producevano aumento della discriminazione, della diffidenza, della non accettazione del diverso in questa società. I fatti che sono seguiti ci hanno provocato profonda indignazione e vergogna soprattutto per le misure adottate da parte del governo nei confronti delle comunità rom e dei cittadini rumeni, ma... Come possiamo sentirci adesso dopo i pestaggi subiti da un gruppo di rifugiati a Napoli? dallo sfruttamento massacrante e umiliante subito da un gruppo di donne nordafricane da parte di una cooperativa che smaltiva i rifiuti a Padova? dalla morte del giovane Abdul a Milano, chiamato "sporco negro" mentre veniva pestato e ucciso? dalla morte di sei uomini di origine africana a Castel Volturno considerata "guerra fra bande"? dalle vittime quotidiane che annegano con i loro sogni nel "viaggio della speranza"? Dal pestaggio da parte delle forze dell'ordine subito da Emmanuel, il giovane ghanese a Parma? E ancora le più recenti notizie del cittadino di origine cinese colpito in modo violento da parte di un gruppo di giovani minorenni italiani a Roma? Quante vittime dobbiamo contare ancora?


Sentiamo indignazione ma soprattutto preoccupazione quando questi atti non vengono riconosciuti come RAZZISTI...se questo non è RAZZISMO, allora come possiamo chiamarlo?


I fatti non mentono e sono un'evidenza chiarissima del bisogno urgente, forse urgentissimo!!! di una strategia che possa dare valore reale alla presenza positiva di tutti i cittadini immigrati residenti in questo Paese.

L'associazione Cittadini del Mondo di Ferrara vuole proporre una riflessione riguardo agli eventi accaduti in questi ultimi mesi contro i cittadini anche italiani di origine "diversa", aprendo un dibattito e un dialogo permanente fra i cittadini e le istituzioni locali e nazionali. E' necessario e urgente, rivalutare le politiche di integrazione per garantire l'inserimento dei cittadini stranieri nel territorio. E' importantissimo cominciare a dare spazi reali di autonomia e partecipazione agli organismi de Rappresentanza delle comunità straniere che sono stati creati appositamente per promuovere un dialogo fra le Istituzione e i nuovi cittadini. Diventa ancora più necessario incentivare e promuovere il dialogo e la conoscenza delle culture altre nelle scuole, nelle associazioni, nei luoghi pubblici, negli ospedali, nei centri sociali e in tutti i contesti possibili per garantire una convivenza civile ed evitare le manifestazioni di intolleranza. Ma questo deve essere un lavoro continuo da parte di tutti; pensato e dialogato con gli immigrati stessi perché sono/siamo qui e facciamo ormai parte di questa società.

Noi immigrati chiediamo al governo: Che cosa sta facendo veramente per garantire la sicurezza di tutti? In questo momento siamo le vittime delle normative che hanno alimentato questo clima di violenza e xenofobia. Che cosa ci manca per essere accettati veramente in questa società?

La nostra riflessione vuole rivolgersi anche ai media, la televisione, i giornali...che cosa hanno fatto e che cosa stanno facendo per favorire l'integrazione dei cittadini stranieri? Sono anni che le Associazioni di immigrati promuovono la diversità nelle aule delle scuole e in diversi contesti, accanto alle Istituzioni locali e altre associazioni, per valorizzare la presenza positiva dei migranti. Ma forse questo non basta!

E' importante che tutta la società civile sappia che da quando è cominciata l'applicazione di questo Decreto Legge così assurdo, il governo di centro-destra ha trovato subito un "primo pericolo": prima sono stati i rom, dopo sono stati i rumeni, dopo le prostitute (di cui la maggioranza sono giovani di origine straniera sfruttate e umiliate), adesso si abbattono sui cittadini di origini africana e dopo a chi toccherà? I cinesi? I latinoamericani? Gli albanesi? I nordafricani? I pakistani? I filippini?....

In passato furono gli italiani a partire dalla loro terra con la speranza di costruire un futuro migliore per i loro figli, portando le valigie di cartone piene di storia, di sogni. In quei luoghi hanno lasciato radici profonde, figli, nipoti, generazioni future. In questi luoghi hanno lasciato la loro lingua, la loro cultura, le loro tradizioni e in questi luoghi hanno lottato spesso per guadagnare dignità e diritti.

...Noi immigrati aspettiamo un ricambio perché anche noi vogliamo piantare le nostre radici in questa terra e qui dare i nostri contributi e conquistare i nostri diritti!


CITTADINI DEL MONDO via Kennedy 24, Ferrara

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