MILLE MOTIVI PER INDIGNARSI

Molte cose sono state scritte e sono state dette nelle ultime settimane in televisione e nei giornali, riguardo ai fatti violenti accaduti a Castel Volturno, Milano, Parma e Roma di cui sono stati vittime gli immigrati. Non è facile affrontare l'argomento in modo obiettivo e lucido. Negli anni vissuti in Italia molti di noi sono stati spesso protagonisti di osservazioni superficiali, a volte simpatiche e spregiudicate, altre volte offensive e spiacevoli.
Tante persone sentono in questo momento indignazione per le manifestazioni di xenofobia e razzismo che sono state riportate in modo così evidente dai giornali e dalla televisione. Tuttavia riteniamo che i media abbiano dato notizia soltanto di un pezzo della catena di ingiustizie e discriminazioni che vivono gli immigrati in Italia e che sono passate frequentemente in silenzio perché pochissimi hanno dato il giusto valore a questo tipo di informazione.
Sono molti i motivi per i quali dovremmo tutti non essere indifferenti, soprattutto quando si tratta d'immigrazione.
Quanti immigrati lavorano come "schiavi" in alcune campagne italiane vivendo in condizioni di vera segregazione? Quanti lavoratori e lavoratrici immigrati/e vengono maltrattati/e verbalmente e anche fisicamente nei posti di lavoro e quanti sono stati lasciati morire? Quante giovani straniere vengono vendute e sfruttate nel mercato della prostituzione? Quanti ragazzi/e figli/e d'immigrati abbandonano la scuola perché non trovano un giusto supporto per l'inserimento scolastico o perché devono andare a lavorare per aiutare le loro famiglie? Quanti bambine/i sono arrivate/i nascosti nelle valigie per attraversare le frontiere? Quanti immigrati e immigrate e da quanto tempo sono rinchiusi nei centri di permanenza temporanea e come vivono? Quante sono le vittime quotidiane che annegano nei mari del sud cercando di arrivare ad una terra nuova che pensano possa essere la terra della speranza e quelli che sopravvivono che cosa fanno? Quante/i immigrate/i hanno studiato e lavorato per anni senza riuscire ad ottenere il giusto riconoscimento soltanto perché sono stranieri? Quanti figli e figlie d'immigrati sono nati in questo paese e per problemi legislativi non sono considerati cittadini italiani? Quanto spendono gli immigrati in tempo e denaro per il rinnovo del permesso di soggiorno?...La lista è infinita ed ognuno di noi potrebbe aggiungere un motivo in più per essere indignato e non indifferente alle ingiustizie che si commettono quasi quotidianamente contro gli immigrati che anche se sono parte di questa società vengono considerati "gli ultimi degli ultimi". Sarà questo uno dei motivi per cui occupiamo tanta cronaca nera e nessuno parla dei nostri diritti?
La visione che i mass media danno degli immigrati è talvolta quella "folclorica e colorita" dello straniero (In questo caso si parla dei calciatori di origine sudamericana o africana, delle veline mezze-nude di origine latinoamericana o africana che non parlano però in cambio ballano!). L'altra immagine ancora più frequente vede gli immigrati associati alla delinquenza, alla prostituzione, allo spaccio di droga, all'arrivo disperato dei rifugiati. Così razzisti vecchi e nuovi trovano in queste immagini e nei proclami di buona parte del governo la legittimazione per difendersi da un "pericolo" che lo stesso governo ha creato con le nuove leggi del "pacchetto sicurezza"! I legislatori, invece di preoccuparsi per migliorare la situazione economica, lavorativa, sanitaria e educativa del paese, distolgono l'attenzione dalla crisi trovando un pericolo: "gli immigrati".
E' importante che tutta la società civile sappia che da quando è cominciata l'applicazione di questo Decreto "Sicurezza", il governo di centro-destra ha trovato subito una serie di "pericoli": prima sono stati i rom, dopo sono stati i rumeni, dopo le prostitute (in maggioranza di origine straniera), adesso si abbattono sui cittadini di origini africana e dopo a chi toccherà?
Per fermare questa deriva di razzismo è necessario e urgente, rivalutare le politiche di integrazione per garantire l'inserimento dei cittadini stranieri nel territorio. E' importantissimo cominciare a dare spazi reali di autonomia e partecipazione agli organismi di Rappresentanza delle comunità straniere che sono stati creati appositamente per promuovere un dialogo fra le Istituzioni e i nuovi cittadini. Diventa ancora più necessario incentivare e promuovere il dialogo e la conoscenza delle culture "altre" nelle scuole, nelle associazioni, nei luoghi pubblici, negli ospedali, nei centri sociali e in tutti i contesti possibili per garantire una convivenza civile ed evitare le manifestazioni di intolleranza. Ma questo deve essere un lavoro continuo da parte di tutti; pensato e dialogato con gli immigrati stessi perché sono/siamo qui e facciamo parte di questa società.

Associazione Cittadini del Mondo - Ferrara