nel mio Paese nessuno è straniero

A proposito di Consulte per l’Immigrazione, Consigli di Comunità Straniere ed infiniti altri esempi di democrazie parallele, l’Associazione Cittadini del Mondo, nell’interesse di difendere i diritti dei cittadini stranieri e di promuovere iniziative per la loro integrazione e partecipazione, considera necessario chiarire alcuni punti:

1. Consapevoli del bisogno di dialogo e di partecipazione alla vita pubblica da parte dei cittadini stranieri, riteniamo che la creazione di Consulte per l’Immigrazione, Consigli di Comunità straniere ed altri organi consultivi non garantiscano pienamente l’inserimento e l’integrazione dei nuovi cittadini. Pur condividendo spesso le finalità delle iniziative, siamo convinti che la vera integrazione e partecipazione si otterrà solo quando i cittadini stranieri parteciperanno “attivamente” alla costruzione di una società che di fatto è già una società multietnica e multiculturale. Questi organismi a carattere consultivo, con alla base un’idea di rappresentanza etnica (dei continenti!?!) come se i problemi della casa, del lavoro, della salute e della discriminazione fossero problemi etnici e non di tutta la società in cui viviamo, senza nessun potere politico e decisionale ci allontanano ancora una volta dall’obiettivo di integrazione al quale si viene lavorando da tanti anni in Ferrara e Provincia. La sola idea di creare un consiglio per una parte della società, crea già una dimensione di “parallelismo” che allarga le separazioni fra le culture, le quali oggi più che mai hanno bisogno di dialogo, di confronto e di condivisione di programmi e progetti per una “sola società”, la società della multiculturalità.

2. L’Associazione Cittadini del Mondo, ha partecipato negli anni precedenti, alle riunioni preliminari di queste iniziative contribuendo anche con scritti propri all’elaborazione della proposte, ma sono passati diversi anni dalle nostre proposte di organi consultivi del 1996 e dalle prime sedute e riunioni congiunte del 2000 con le varie istituzioni. Intanto altri cittadini stranieri sono arrivati (più di 16.000 nella provincia e più di 6.000 nel comune di Ferrara); le famiglie straniere si sono allargate e stabilite definitivamente; i bambini continuano ad arrivare e ad affrontare la nuova scuola e la nuova vita. I ragazzi della cosiddetta “seconda generazione” cominciano a pensare alla costruzione del loro futuro in questo luogo che li ha visti crescere e che considerano il loro paese, nonostante una legge infame quale la Bossi-Fini cerchi di allontanarli con un meccanismo di crudele burocrazia al raggiungimento della maggiore età. Contemporaneamente tanti progetti sono nati per garantire la accoglienza dei nuovi cittadini, anche il nuovo governo ha recepito questi cambiamenti in corso nella società italiana ed ha introdotto nella propria piattaforma da realizzare in questi 5 anni IL DIRITTO AL VOTO amministrativo per cittadini stranieri residenti nel territorio italiano. Pensiamo sia giusto e ragionevole sostenere e indirizzare le risorse organizzative ed economiche, verso questo modello di partecipazione che riteniamo più efficace e più concorde con una realtà multiculturale.

3. Siamo convinti che IL DIRITTO AL VOTO garantirà, senza dubbio quella consapevolezza che ci rende, noi cittadini stranieri, più partecipi della società con la quale si condividono interessi di tipo sociale, di tipo economico, di tipo educativo e di tipo politico. Un cittadino straniero, regolare, che lavora, paga le tasse, segue la sua famiglia, manda i figli a scuola, paga debiti, risolve problemi e in mezzo a questo si permette anche uno spazio per lo svago e il divertimento, segue di fatto una vita come qualunque cittadino italiano e questo ci fa pensare ancora di più al DIRITTO DI VOTARE e di poter decidere insieme ai cittadini italiani che direzioni prendere nella costruzione di una società che ci ha accolto e della quale facciamo parte.

4. Consideriamo IL DIRITTO AL VOTO un riconoscimento alla dignità delle persone e un diritto alla uguaglianza. Riconoscimento e diritto che spesso vengono trasformati in una specie di assistenzialismo che volontariamente o involontariamente provoca all’interno della società una frattura “impercettibile”. Una frattura che diventa “rilevante” quando i cittadini stranieri chiedono spazi per dare voce ai loro diritti.

5. IL DIRITTO AL VOTO è un passo importante verso l’integrazione e l’Associazione Cittadini del Mondo sostiene fermamente questo DIRITTO che coincide pienamente con gli obiettivi stabiliti e mantenuti in questi tredici anni di lavoro costante per l’inserimento e l’integrazione dei cittadini stranieri.

6. Già durante le elezioni amministrative del 2005 abbiamo organizzato presso il nostro centro di via Kennedy un seggio elettorale che la stampa nazionale ha felicemente chiamato “seggio fantasma”. In quell’urna tanti di noi hanno ironicamente, ma pieni di speranza, imbucato pensieri e considerazioni che riteniamo utili anche per le realtà ferraresi.

Chiediamo a tutti i cittadini di collaborare con noi nella richiesta locale e nazionale del DIRITTO DI VOTO per i cittadini immigrati come reale modalità di partecipazione dei cittadini stranieri all’interno del Consiglio Comunale, Provinciale e Regionele garantendo cosi il diritto di uguaglianza, stabilito dalla Carta Europea dei Diritti di Cittadinanza.

Come abbiamo scritto per le elezione del 2005: “E’giunto il momento di dare una svolta alla nostra presenza in Italia. Diventare individui attivi, non più testimoni invisibili della Storia”.

Cittadini del Mondo via Kennedy, 24 Ferrara tel. 0532 764334 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ferrara agosto 2006