Cittadini del Mondo

Via Kennedy, 24 - Ferrara
Tel. 0532.764334

Italiano per stranieri

Lunedì         17:00-18:30
Martedì        17:00-18:30
Mercoledì    17:00-18:30
Giovedì        17:00-18:30
Venerdì        17:00-18:30

Attività doposcuola

Martedì    14:30 - 17:00
Giovedì    14:30 - 17:00

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Alcuni mesi fa ero seduta esattamente quì davanti al computer chiedendomi "perché è importante il voto a noi immigrati?" e da questa riflessione è uscito un numero infinito di idee. Oggi dopo l’assemblea generale di Cittadini del Mondo (e aggiungo a questo dopo il “prima” di questi giorni di notizie che ci arrivano da un paese vicino) e mi ritrovo ancora oggi invasa di pensieri e di domande a cui è difficile trovare una immediata risposta ma...forse l’incontro di oggi con tutte quelle persone ammabili, semplici, sorridenti, gentili, disponibili al dialogo, accoglienti mi ha fatto venire in mente che c’è un desiderio direi quasi “timido” di partecipazione. E’ da giorni che mi chiedo come mai in Francia, paese che è ammirato sempre per il suo peculiare invito alla libertà, si trova dopo 30 o 35 anni con una vasta comunità di giovani “francesi” a bruciare macchine, scuole, asili nidi, negozi? Dico giovani francesi, perché questi ragazzi sono figli o forse nipoti delle famiglie stranieri arrivate 30 anni fa. Forse qualche cosa è andata storto in questo percorso di integrazione; forse le politiche d’integrazione sono state pensate solo da una parte; forse i vecchi immigrati hanno pensato che avere un lavoro e una casa era sufficiente per garantire ai loro figli una vita migliore; e forse nessuno ha pensato che non è mai abbastanza. Quando sento dire che un bambino di origine tunisina, nato in Italia è considerato da tutti un tunisino tranne lui, allora penso che siamo nel percorso sbagliato; quando un bambino ucraino arrivato in Italia una anno fa mi dice che non canta perche non riesci a seguire le parole di una canzone scritta in italiano, allora penso che ci stiamo accontentando con poco e che c’è tanto da fare, ma che dobbiamo farlo tutti insieme! Basta con le politiche assitenziali! Ripeto ancora una volta. Forse sono una sognatrice, ma nei miei sogni vedo un mondo molto diverso da quello in cui ci vivo, va bene sarò una ingenua, ma desiderare che tutti i bambini stranieri possano un giorno cantare tutte le canzoni del mondo senza difficoltà non mi sembra un sogno così impossibile; desiderare che i giovani stranieri possano un giorno essere incerti su che corso di laurea fare, non mi sembra così difficile, penso che sarei felice di sapere che la figlia della mia amica marocchina un giorno diventasse un medico o un insegnante, o meglio ancora che un giorno possa essere lei stessa a trovarsi davanti a un gruppo di bambini a raccontare una fiaba nell’aula della scuola. Desiderare che le donne di tutte le comunità straniere possano partecipare tranquillamente a una riunione e possano salire con serenità su un pulman, non è così irragiungibile, ma se nel mondo in cui vivo tutte queste cose non sono ancora successe allora penso che NON E’ MAI ABBASTANZA e che forse anche noi ci stiamo accontentando con poco e che dobbiamo darci da fare e riflettere profondamente sulla nostra presenza attiva nei pochi spazi che sono stati aperti per permetterci la nostra partecipazione, promuovere la creazione di spazi per tutti, creare “vere” strutture che garantiscano una reale “integrazione”, se vogliamo continuare a chiamarla così, perché forse anche questa parola sarebbe da rivalutare perché a forza di dire “integrazione di qua” e “integrazione di la”, ho paura che si stia scambiando per la parola “esclusione”. Questa è solo una riflessione molto personale...e voglio continuare su questa strada di interrogativi che mi conducano a cercare le risposte che sicuramente non saranno immediate, ma se qualcuno vuole unirsi a queste riflessioni aspetto in silenzio una parola.